Descrizione
UNA VOCE DA ROCCA SINIBALDA, 16 GENNAIO 1945
Oggi, durante la commemorazione dei Caduti, ho voluto partire da un documento che appartiene alla storia della nostra comunità.
Un manifesto del Comune di Rocca Sinibalda del 16 gennaio 1945, firmato dall'allora Sindaco Luigi Gualdi.
La guerra non era ancora finita.
L'Italia era divisa.
L'Europa era devastata.
In quel momento un Sindaco di un piccolo Comune guardava alla grande storia del mondo — alla guerra, all'Europa, alle grandi potenze — e parlava ai giovani del proprio paese.
Rileggere oggi quelle parole mi ha portato inevitabilmente al presente.
Perché spesso immaginiamo la politica estera come qualcosa di lontano dalla nostra vita. Non è così.
Le decisioni prese nel mondo arrivano prima o poi dentro le nostre case: nel prezzo dell'energia e dei carburanti, nei trasporti, nel costo dei prodotti, nei bilanci delle famiglie e delle imprese. Arrivano persino nei bilanci dei Comuni, nel costo di uno scuolabus, di un camion, della raccolta dei rifiuti.
Ed è per questo che credo ci sia bisogno di recuperare nella politica qualcosa che oggi troppo spesso manca:
un pensiero lungo.
Una capacità di guardare non alla prossima settimana o alla prossima scadenza elettorale, ma ai prossimi trenta o quarant'anni.
Quale Italia vogliamo?
Quale Europa?
Quale posto vogliamo avere nel mondo?
Come difendiamo il nostro sistema produttivo, l'agricoltura, il lavoro, la sanità, i trasporti, le nostre aree interne?
E soprattutto: come torniamo a fare della politica lo strumento con cui si prevengono i conflitti, si dialoga, si media e si costruisce la pace?
Il manifesto del 1945 contiene una frase che mi ha particolarmente colpito:
«A voi, giovani, è affidata la sua salvezza.»
Allora significava chiamare una generazione alle armi.
Ottant'anni dopo abbiamo il dovere di darle un significato opposto: costruire per i nostri giovani un futuro nel quale non sia necessario prendere un'arma per difendere la libertà.
Perché commemorare i Caduti non significa celebrare la guerra.
Significa ricordare quanto costa quando la politica fallisce.
E ricordare che dalle macerie di quella tragedia è nata una Repubblica che nella propria Costituzione ha scritto:
«L'Italia ripudia la guerra».
Ho deciso di pubblicare il testo integrale dell'intervento pronunciato oggi, insieme alla ricostruzione del manifesto del 16 gennaio 1945, perché credo che memoria e presente debbano continuare a parlarsi.
Non per guardare indietro.
Per capire dove vogliamo andare.
Onore ai Caduti di Rocca Sinibalda.
Viva la pace.
Viva la libertà.
Viva la Repubblica.
Viva l'Italia.
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Ultimo aggiornamento: 24 agosto 2026, 12:53